15 aprile 2013

SULLE TRACCE DI ALINA, LA STREGA DI PARMA


Di Paolo Panni






E’ di fresca uscita il “Dizionario Biografico delle Parmigiane”, corposo libro di Fabrizia Dalcò, fortemente voluto dalla Provincia di Parma, la cui pubblicazione è andata in porto grazie al sostegno della Fondazione Cariparma, oltre che di sponsor ed associazioni del territorio. Quasi 500 pagine che permettono di conoscere non solo i nomi ed i cognomi, ma anche le storie di 1530 donne di Parma e provincia. Si va da quelle più famose come Maria Luigia d’Austria, per arrivare a contadine e religiose, cuoche e massaie, maestre di scuola e ed infermiere, antifasciste e poetesse, nobildonne e semplici figure della campagna. Un modo significativo per conservare ed elaborare la storia delle nostre donne, rendendo visibili, e note, le importanti tracce che hanno lasciato in campo sociale, politico, economico, culturale. Un volume che mette insieme le vite delle donne dall’immensa fama di vita, ma anche donne comuni la cui storia merita di essere ricordata e conosciuta, per l’esempio che hanno dato, per le relazioni che hanno costruito, per i percorsi che hanno compiuto e indicato.
 
 
 
Ma, si chiederanno quelli che sono arrivati a leggere fin qui, che cosa centra tutto questo con il mondo affascinante del mistero?Centra eccome, visto che, tra le 1530 vicende di vita femminile raccontate, non mancano quelle legate a donne che possono direttamente interessare la nostra attività di approfondimento e divulgazione, destando interesse anche fra coloro che ci leggono.

Fra le “protagoniste” del Dizionario c’è Alina. Era una strega (o, meglio, era considerata tale). Nel 1279 il Tribunale dell’Inquisizione la condannò al rogo: fu bruciata viva sulla ghiaia del torrente Parma, in città. Di lei parla anche C.Zennoni in “Condannati a morte in Piazza Ghiaia, in Piazza Ghiaia, teatro di un mercato”, edito da Mup nel 2003. Ma non si sa altro, almeno per ora.

C’è poi Cassandra Marinoni, la celebre “Donna Cenerina” il cui fantasma, da secoli, vagherebbe tra le mura della Rocca di Soragna. Nel 1548, come si ricorda anche nel libro, Cassandra Marinoni sposò, a Cassano d’Adda, Diofebo Meli Lupi, marchese di Soragna, stabilendosi nel piccolo feudo, che spesso si trovò a governare, per altro con particolare saggezza, durante le ripetute assenze del marito. Ebbe anche una sorella più giovane Lucrezia, che nel 1560 si unì in matrimonio con il nobile piacentino Giulio Anguissola. Quest’ultimò cerco di entrare in possesso del notevole patrimonio della moglie, tentando di avvelenarla, ma senza esito. Questo portò alla separazione tra i due, con Lucrezia Marinoni che da quel momento alternò i suoi soggiorni a casa della madre a Milano, a Cremona nel suo palazzo ed a Soragna, dalla sorella Cassandra. A Cremona, il 18 giugno 1573, il conte Anguissola, fingendo di volersi riconciliare con la consorte, riuscì ad avere un colloquio. In realtà giunse armato, accompagnato da alcuni uomini. Le due sorelle erano insieme e furono barbaramente uccise. Il conte Anguissola, fuggito poi a Venezia, in contumacia fu condannato alla pena capitale ed alla confisca dei beni ma, nonostante l’intervento di Diofebo Meli Lupi, che si rivolse anche al Re di Spagna per avere soddisfazione dell’offesa ricevuta, non fu mai catturato. Il corpo di Cassandra fu trasportato a Soragna e, in omaggio alle sue doti, già intorno al 1555 le fu dedicata una medaglia in bronzo incisa da Pier Paolo Galeotti, recante nel diritto la sua effige con scritto “Cassandra Marin Lupi Marchio Sor” e, nel rovescio, un tempietto d’ordine dorico con le parole “Formae Pudictia”. Da secoli si dice che il fantasma inquieto di Cassandra, grigio come la cenere (da qui il nome Donna Cenerina) si aggiri sconsolato fra le mura del maniero di Soragna e si faccia sentire quando sta per avverarsi qualcosa di grave a carico di un componente della nobile famiglia Meli Lupi.

C’è poi un’altra nobildonna, Bianca Pellegrini, celebre per la sua storia d’amore con Pier Maria Rossi. Secondo alcuni, il suo fantasma vagherebbe sia nella rocca di Roccabianca che in quella di Torrechiara.

E ci sono infine, nel libro, tante altre vicende legate a donne decisamente poco conosciute e, quindi, in qualche modo, coperte di mistero. Che meritano di essere lette e studiate per avere una conoscenza ancora maggiore della storia dei nostri territori.



LA FOTO, DI PAOLO PANNI, E’ STATA REALIZZATA DURANTE LA PRESENTAZIONE AVVENUTA A BUSSETO. PUO’ ESSERE USATA LIBERAMENTE, CITANDONE LA FONTE.

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