17 maggio 2018

La Madonnina sul vetro


di Roberto Mancuso


Dopo la seconda guerra mondiale gli uomini e le donne del mondo ricostruirono i loro paesi e fecero molti progressi in tutte le scienze, riuscirono persino ad arrivare sulla Luna, però rimanevano sempre i soliti cialtroni attaccabrighe di sempre e a stento si riuscì ad evitare una terza grande distruzione. 



La Madonnina non cessava di stupirsi nel guardare dal cielo tanta gente che ancora non si era stancata dal fare a botte, e visto che Lei non può scendere dal cielo per tirar scopoloni a destra e a sinistra, e non può apostrofare gli uomini come meritano, perché non sarebbe linguaggio da signora, decise comunque di dire la sua a modo suo, apparendo in un sacco di posti. 

In quegli anni apparve infatti in Germania, in Egitto, in Francia, in Slovacchia e in tanti altre zone. Dalle parti di Piacenza, guarda caso proprio vicino ad un aeroporto militare, apparve persino in cima a un pero. Gli uomini guardavano a queste apparizioni, si stupivano, e per un attimo pensavano che non esistessero solo le atomiche, ma qualcosa di più bello, e questo la Madonnina lo considerava già un successo. 

Molti però non credevano che apparisse davvero, e forse avevano ragione, forse era solo il desiderio di vederla che la faceva apparire, oppure, a volte, qualche buontempone giocava una burla. 

Fu nel clima di quegli anni che accadde il fatto. 

Un bel giorno su una finestra della scuola elementare di Contignaco, quella al primo piano, quella con il balconcino da cui si vedono i bambini arrivare da casa ed entrare in classe, apparve dal nulla una figurina dai contorni sfumati. 

Era una signora con un bel mantello azzurro e il mondo tra le mani e molti pensarono di riconoscere in quella figura proprio la Madonnina. 

Si diffuse la notizia e iniziarono i pellegrinaggi. Alcuni gridarono” Miracolo” altri scossero la testa pensando “ma come si fa’ a credere a ‘ste cose”. 

Furono comunque in molti a visitare la vecchia scuola, chi per devozione, chi per curiosità e vennero anche da molto lontano per guardare la Madonnina sul vetro. Chiedevano spiegazioni alla maestra che per prima si era accorta dell’apparizione, e lei raccontava che tutto era accaduto mentre sulla strada stava passando la processione della Madonna Pellegrina. I devoti si erano fermati a pregare proprio davanti alla scuola, sicuramente per far dispetto alla maestra che a ‘ste cose da chiesa non credeva. Per la rabbia la maestra aveva chiuso con forza le finestre, facendo rompere tutti i vetri. Tutti i vetri andarono in frantumi tranne uno, su cui apparve dal nulla una figurina che sembrava proprio essere una Madonnina. Dalla processione si staccarono alcune persone, che sentendo il rumore di vetri rotti, entrarono nell’edificio per vedere cosa era accaduto, e anche loro videro quella figurina, e parve anche a loro che quella 

fosse la Madonnina. Fu così che si iniziò a dire che a Contignaco era accaduto il Miracolo della Madonnina sul vetro. 

Venne anche un parroco a cui il futuro avrebbe riservato un mare di soddisfazioni e responsabilità. Quel giorno a qualcuno parve di sentirgli dire” mo’ adesso i miracoli succedono a casa dei comunisti!”. Non è certo che disse proprio cosi, ma se lo fece lo disse con un bell’accento emiliano che fa allargare un sorriso in chi ascolta. 

Ci fu chi provò a dare spiegazioni; sarà stato un fulmine, sarà un difetto del vetro, forse un’illusione, oppure chissà! 

Molti tentarono di spiegare il fenomeno ma a nessuno venne in mente la cosa più ovvia, la più semplice, quella di cui non c’era nulla dia stupirsi: in quale altro posto può essere più felice la Madonnina, se non in mezzo ai bambini? 

Oggi i bambini non vanno più in quella scuola, la maestra non c’è più, né i libri, né gli scherzi e l’allegria di un pugno di ragazzini, non c’è più niente, tranne il silenzio di un edificio chiuso da anni. 

È chiusa anche la finestra della Madonnina e nessuno passa più a trovarla, scettici o devoti che siano, ma chissà se Lei è ancora lì, oppure se ha trovato un'altra finestra da cui poter guardare i bimbi del mondo. 

Se poi qualcuno pensasse che questa storia me la sono inventata ,potrà ricredersi leggendo “il Candido” del gennaio 1955. Giovannino Guareschi fondò nel 1945 il settimanale satirico “Candido” che diresse fino al 1957. Le rubriche del giornale avevano come bersaglio i comunisti e divennero in breve tempo molto popolari. Una di quelle rubriche era costituita dai racconti di Mondo Piccolo che narravano le liti tra il parroco Don Camillo e il sindaco comunista Peppone. Guareschi lasciò forzatamente il giornale dal maggio del ‘54 al luglio del ‘55, mesi che trascorse nel carcere di Parma perché condannato per vilipendio al Capo dello Stato. Durante questo periodo, precisamente nel gennaio del ‘55, la rubrica “Storie vere del Mondo Piccolo “non raccontò di Don Camillo e Peppone, ma del futuro cardinale Don Ersilio Tonini, a quel tempo giovane parroco di Salsomaggiore Terme, e della Mariola, maestra comunista di Contignaco, una piccola frazione della cittadina termale. 

L’episodio riportato dal “Candido” è firmato da Antonio de Carlo e riesce ancora a trasportare con ironia e intelligenza al clima di quegli anni, riportando alla memoria un evento veramente accaduto, che passò alla storia come il miracolo sul vetro. Che fosse miracolo o illusione io non lo so di certo, ricordo però i pellegrini, che almeno dieci anni dopo il fatto, passavano ancora davanti a casa mia, chiedendo indicazioni per raggiungere la piccola scuola di campagna, quella del miracolo. Spero che un giorno, meglio se fosse oggi, la Madonnina possa riapparire su altri vetri, quelli dei computer da cui si lanciano i missili che non sono mai intelligenti, oppure si decidesse a dar scopoloni,ma belli forti ,che noi umani abbiamo la testa dura e fatichiamo a capire.