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23 luglio 2016

“BOLOGNA MERAVIGLIOSA” – ANCHE MISTERI E LEGGENDE TRA LE STORIE ILLUSTRATE DA CRISTINA ORLANDI


di Paolo Panni




E’ uscito di recente il libro “Bologna Meravigliosa – storie della città felsinea”, pubblicato dalle Edizioni della Sera, scritto da Cristina Orlandi, bolognese doc, che del capoluogo emilianoronagolo conosce angoli e segreti, aneddoti e vicende, misteri e particolarità. L’incontro con l’autrice è stato anche l’occasione per “scavare” anche tra le pagine del suo libro e per far emergere i misteri di cui tratta. 

"Bologna Meravigliosa" è il titolo del tuo libro: possiamo aggiungere anche "Bologna Misteriosa"? Perchè?

Ciao, 
Innanzitutto, grazie per il pensiero di dedicare un po' di spazio al mio libro sul vostro sito.
Certo, si potrebbe tranquillamente aggiungere "Misteriosa" come aggettivo per definire la mia città, per una serie di motivi:
Innanzitutto, Bologna ha origini antichissime, la sua fondazione risale addirittura all'epoca etrusca.
Più volte distrutta e ricostruita nel corso dei secoli è passata attraverso diversi domini, come etruschi, romani, barbari (i galli Boi, che cambiarono il nome da Felsina a Bononia), lo Stato Pontificio, Napoleone. Bologna fu anche libero comune, e questo significò essere teatro di vari scontri, guerre e battaglie. 
Un passato così antico e turbolento significa reperti, macerie, che spesso rivelano qualcosa di misterioso e inquietante. Una suppellettile, anche non necessariamente bellica, se molto antica, racchiude in sè mistero. Intendo dire: al ritrovamento di un qualsiasi reperto viene spontaneo domandarsi e cercare di scoprire a chi potrebbe essere appartenuto, a cosa servisse esattamente. 
In alcuni luoghi, poi, durante la ricostruzione post-bellica della II guerra mondiale, sono stati ritrovati scheletri e resti mummificati, che probabilmente risalgono a epoca medievale. Il "probabilmente" incuriosisce, inquieta. È un mistero, uno dei tanti. 
Inoltre, la struttura a "ragnatela" delle vie del centro storico contribuisce non poco a rendere Bologna misteriosa.
Senza contare il fatto che Bologna è la città che vanta il maggior numero di portici nel mondo. 
I portici offrono i vantaggi di riparare dalle intemperie e fare ombra d'estate, e soprattutto di nascondere.
John Grisham scelse Bologna come teatro per l'unico dei suoi romanzi ambientato in Italia perché, per sua stessa definizione "E' la città ideale per nascondersi".

Domanda d'obbligo: perchè "meravigliosa"?

Premetto di non avere scelto io il titolo: il libro fa parte di un progetto editoriale della Casa Editrice "Edizioni della Sera"
Il link riporta alla collana "Radici", vale a dire al progetto a proposito delle guide emozionali sulle principali città italiane.
"Meravigliosa" perché si tratta di una guida emozionale, cioè di un percorso di emozioni legati ai luoghi. 
Indispensabile era quindi conoscere non solo la città e la sua storia, ma anche i modi di dire e di vivere, la cultura, le tradizioni popolari. 
Ad ogni luogo, o tradizione, o curiosità è abbinato un racconto. Alcuni autobiografici, altri inventati,
altri ancora sono ricordi di famiglia. 
Il libro non è propriamente una guida turistica, anche se può essere così utilizzata perché parla di luoghi; piuttosto, è un souvenir, un album di ricordi, di curiosità, di tradizioni.

Tra i luoghi misteriosi indicati nel tuo libro c'è il santuario di Santa Maria di Zena, noto anche come "Santuario del Monte delle Formiche". Parlaci di questo luogo e dei suoi misteri.

Si tratta di un santuario dedicato alla Beata Vergine, situato su un monte nei pressi di Loiano, località dell'Appennino bolognese. 
È conosciuto come "Santuario del Monte delle Formiche" perché nel mese di settembre le formiche alate arrivano al Santuario a sciami, e poi cadono a terra inerti. Pare un fenomeno soprannaturale, intenso e solenne. Ci sono leggende popolari che raccontano di come le formiche rendano l'estremo omaggio all'altare della Beata, per morire subito dopo.

Del Portico delle 3 frecce invece cosa puoi dirci?

Si tratta di un portico ligneo, situato nel punto in cui Strada Maggiore, una delle vie che si diramano dalle Due Torri, incontra Palazzo Isolani. Sotto la volta del portico si trovano tre frecce conficcate nel legno. 
Attorno a quelle frecce sono nate varie leggende: c'è chi racconta che rappresentavano, all'epoca dei Liberi Comuni, i simboli del potere cittadino: la Chiesa, il Senato Massonico, il Partito. 
Poi ci sono diverse, leggendarie versioni che narrano di regolamenti di conti, spedizioni punitive, vendette, tutte terminate con il mancato bersaglio da parte degli arcieri che mandarono, per l'appunto, le frecce a conficcarsi sotto la volta del portico. 
Di queste leggende, la più curiosa é quella che vede gli arcieri sbagliare mira perché distratti dalla visione di una donna bellissima, che si affacciò nuda ad una delle finestre. Era la donna stessa il bersaglio, che doveva essere punita in quanto adultera? O era la moglie di un nobile, oggetto di regolamento di conti, che salvò il marito da morte certa, facendo sì che i sicari sbagliassero mira, distratti dalla sua bellezza? 
Oppure il portico, in quel punto, fu teatro di un turbolento duello a colpi di freccia? 

Da bolognese e da scrittrice quali sono i misteri che più ti affascinano della città e della sua provincia?

Sicuramente mi affascinano i colli, primo fra tutti quello con il Santuario della B. V. di San Luca. 
La strada che conduce vanta il portico più lungo del mondo, collegato direttamente con lo Stadio. Più di tre chilometri di portico, in salita, con quattrorocentonovantotto gradini. È il numero degli archi a inquietare: 666! 
Perché la strada che conduce a un luogo sacro ha un numero di archi da poter essere definito come "diabolico"?
E perché durante le processioni della Beata, che si tengono 2 volte l'anno, piove sempre? 
I colli attorno a Bologna, 10, con le loro suggestive vedute panoramiche, paiono avvolgere la città di mistero, di ombra. Chi può sapere cosa succederebbe a chi, malauguratamente, dovesse cadere da uno strapiombo? Erba alta, alberi, silenzio, ville circondate da mura. 
Poi ci sono le torri. 
Penso che qualsiasi romanziere finisca fatalmente per essere attratto dalle torri, da sempre indicate per antonomasia come teatro di drammi, prigionie, lacrime e salvataggi. Poco importa che a Bologna, in realtà, le torri, in epoca medievale, venissero costruite dalle famiglie più influenti come simbolo di potere e prestigio. 
Una torre è sempre una torre, qualcosa deve essere successo per forza, dietro quelle spesse e anguste mura, illuminate a fatica da finestrelle minuscole.

17 luglio 2016

Intervista a Salvo Virgilio - Consulenze Scientifiche Psi


di Giovanna Bragadini





Salvo Virgilio è un ricercatore molto particolare, convinto assertore del metodo scientifico nelle indagini su fatti insoliti. Il suo atteggiamento equilibrato, né scettico né “credulone”, mi ha colpita e ho voluto intervistarlo per i lettori di Emilia Misteriosa. 





Di cosa ti occupi?

La mia professione è quella di tecnico elettronico nel settore dell’ingegneria bio-medica, ma l’attività per la quale sono chiamato a rispondere in questo caso è quella di consulente scientifico per lo studio e l’analisi di fatti insoliti.

In cosa consiste la tua ricerca nel campo del paranormale? 

Il lavoro di studio che svolgo sui fenomeni, denominabili “fenomeni Psi” in alternativa al termine “paranormale”, che risulta in tal senso fuorviante, si articola essenzialmente in due modalità: la prima, lo studio a carattere tecnico-scientifico di accadimenti, di testimonianze e di ambienti in relazione a presunte anomalie spontanee percettive e/o fisiche, con il coinvolgimento analitico di varie discipline. Questo genere di studi comprendono anche prove sperimentali. In questo settore assolvo anche un ruolo in un importante centro di ricerche bolognese.

La seconda modalità è un servizio di consulenze specifiche per persone direttamente interessate da fatti insoliti, apparentemente non spiegabili in modo ordinario, che richiedono un supporto finalizzato alla comprensione o alla risoluzione della questione stessa. Questo è un servizio aperto, al quale si può rivolgere chiunque, di volta in volta supportato da figure specifiche esterne quali medici, psicologi e professionisti in diversi settori, con i quali collaboro. Per questo genere di consulenza ricevo nel mio studio privato su appuntamento. Di ogni caso viene poi effettuato uno scrupoloso esame analitico, onde cercare di comprendere di più riguardo la natura e le dinamiche coinvolte.


Quali mezzi utilizzi? 



Come ogni studio mirato all’ampliamento della conoscenza, il mezzo imprescindibile è il metodo: è determinante quindi lo sviluppo di protocolli specificamente studiati prima di intraprendere qualsivoglia analisi o ricerca. Pur presentando concettualmente apparenti incompatibilità in relazione allo studio dei fenomeni Psi, il metodo della scienza è l'unico attraverso cui approcciarsi per un'analisi intelligente della realtà, ed è quello universalmente riconosciuto.



Oltre il metodo è fondamentale una preparazione accademica e conoscenze culturali in vari ambiti. 



Naturalmente i mezzi “intellettivi” sono fondamentali, ma non bastano per procedere materialmente: nel campo di ricerche pratiche occorrono apparecchiature tecniche che permettano di studiare vari fattori concorrenti.


Per procedere in questo senso impiego una numerosa strumentazione tecnica: un laboratorio mobile di analisi ambientale (E.M.U. - Environmental Monitoring Unit) computerizzato, un analizzatore di energie non ionizzanti, strumentazione fotografica e per videoripresa, computer, sistemi di parametrizzazione biomedica, ecc. A questi si aggiungono apparati sperimentali come il V.L.A., un visore a larga-banda analogico e digitale in grado di convertire e rendere registrabili immagini derivate dall’analisi dello spettro elettromagnetico oltre il visibile.



Naturalmente, trattandosi di un settore di ricerca “pionieristico” è necessario scandagliare numerosi aspetti fisici e biologici, per cui gli strumenti di cui mi servo sono molti, e sarebbe lungo elencarli tutti. 



Tengo a precisare che ogni apparecchio fornisce una certa mole di informazioni, e pertanto si rende necessaria una conoscenza approfondita non solo degli aspetti strettamente tecnici della strumentazione ma anche dei dati rilevati e del loro significato, la cui decodifica e analisi costituisce una parte determinante dello studio compiuto, a seguito della fase d’acquisizione dei dati.



Da quanto tempo porti avanti le tue ricerche e da dove nasce il tuo interesse per questo settore?



Ho iniziato circa venticinque anni fa a documentarmi sulla ricerca psichica, parallelamente agli studi scolastici e universitari. Con il tempo e l’esperienza sono passato a svolgere studi e ricerche, tenere conferenze e scrivere sulla stampa, oltre ad essere interpellato su questioni specifiche da enti statali quali l’Arma dei Carabinieri e Ministero dei beni culturali.



L’interesse per queste tematiche non ordinarie ha, nel mio caso, radici lontane; per molti anni ho vissuto in un’abitazione in cui accadevano fatti insoliti spontanei, non riconducibili a cause convenzionali. Di alcuni di questi sono stato testimone diretto, e la ragione che mi ha spinto sulla via della ricerca nel campo delle tematiche di confine è stata, per l’appunto, la curiosità di capire se vi fossero cause razionali o spiegazioni a ciò che avevo sperimentato in modo oculare. Si è trattato quindi più di una necessità intellettiva empirica che di un semplice ed insolito interesse culturale. 



Quali sono i risultati più interessanti che hai raggiunto?



Mi preme sottolineare come il concetto di risultato sia applicabile consecutivamente alla conclusione di una ricerca: in linea generale, una ricerca in tal senso non è mai finita ma è sempre “in divenire”. Se facciamo riferimento a casi singoli, tuttavia, si perviene a dei risultati: e per risultati si intendono anche conclusioni assolutamente ordinarie. Non si è trattato sempre di questo. Ho avuto esperienze di ricerche su fenomeni spontanei in cui, escluse in modo rigoroso le possibili variabili causali ordinarie, si è potuta considerare la possibilità di insorgenza di fattori straordinari. È il caso di un antico castello in una cittadina pugliese, o di un conosciutissimo fortilizio nelle Marche, o ancora di un appartamento sito in una zona centrale della città di Parma. Riguardo le decine di casi studiati, soprattutto nella tipologia dei fenomeni spontanei, ho stilato un rigoroso “report” per ognuno di essi, e alcuni di questi si concludono senza che sia possibile attribuire ai fenomeni implicati una spiegazione convenzionale accettabile: di per sé questi sono risultati interessanti. 



Qual è il fenomeno più strano/eclatante/inspiegabile al quale hai assistito finora?



L’apparizione improvvisa, della durata di circa 7/8 secondi, di una figura antropomorfa completamente nera, di cui erano visibili chiaramente solo gli occhi e la silhouette, che si spostava in modo rapido e silenzioso, interagendo con l’ambiente circostante. Ho assistito anche ad altri fatti inspiegabili, ma questo brevemente descritto è stato fino adesso quello più importante. 



Hai pubblicato o pensi di pubblicare qualche libro sui tuoi studi?


Ho in programma la pubblicazione, in un futuro prossimo, di un lavoro editoriale sul tema dei fenomeni spontanei: non si tratterà tuttavia di una guida per “investigatori dell’ignoto”, o di una raccolta classificatoria di luoghi ritenuti “abitati dai fantasmi” (di cui, in entrambi i casi, vi è oramai una vasta proliferazione), ma di un saggio d’impostazione multidisciplinare, a carattere scientifico. Naturalmente la realizzazione di un lavoro di questo tipo richiede un impegno notevole, pari alla serietà che si vuole trasfondere: una buona parte di quest’opera è comunque già pronta, e pertanto auspico una futura presentazione editoriale non troppo lontana dal tempo presente.

Per il resto ho già pubblicato diversi lavori, soprattutto sotto forma di articoli editoriali per rotocalchi e riviste specializzate: tra le varie pubblicazioni per cui ho scritto vi è, ad esempio, “Il Giornale dei Misteri”. Molti anni or sono ho condotto un programma radiofonico per una emittente privata, e là ho spesso trattato di personali ricerche nel campo dell’insolito. Ho inoltre partecipato a programmi televisivi, in un caso svolgendo il ruolo di consulente per una serie, andata in onda su un circuito tv nazionale, incentrata su misteri locali e sul mondo dell’ignoto.




Chi volesse contattare Salvo può farlo scrivendo a consulenze-psi@libero.it oppure tramite la sua pagina Facebook Consulenze Scientifiche Psi




16 marzo 2015

EMILIA MISTERIOSA INTERVISTA GIUSEPPE BEPPE CONTI, INSIGNE STUDIOSO DI STORIA E LEGGENDE DI BARDI E DELLA VAL CENO.


di Paolo Panni



Bardi, con la sua Fortezza, i suoi borghi abbandonati, le sue vicende storiche, può essere considerata, come per altro si è già scritto su questo portale, una delle terre più misteriose d’Italia. Sia per la quantità di fatti avvolti dal mistero che per l’interesse che, molti di questi, sono in grado di suscitare. La nostra associazione ha, in questa “puntata”, l’occasione e il privilegio di intervistare Giuseppe Beppe Conti, che di Bardi è stato sindaco e che, della sua terra è, soprattutto, un “innamorato”, un insigne studioso di leggende e misteri, che ha per altro “catalogato” in una serie di interessanti ricerche. Mantenendo così viva parecchie memorie, consegnando alla storia fatti che non devono andare dispersi. 

Dopo questo breve “cappello” introduttivo ecco, di seguito, la lunga intervista.




La Fortezza di Bardi è da tempo considerata uno dei luoghi più interessanti da coloro che indagano ed effettuano ricerche nel campo del paranormale. In tanti anni di vita trascorsi fra Bardi e la Fortezza ritiene anche lei che la stessa possa essere al centro di fatti inspiegabili o anomali? 

Le antichissime vicende che costituiscono la storia della fortezza di Bardi sono legate a tantissimi fatti e sicuramente, come spiegherò in seguito, qualche “vicenda” è ancora oggi avvolta nel mistero.

La Fortezza è nota, soprattutto, per le celebri vicende di Moroello e Soleste. Pare tuttavia che i due personaggi non siano mai esistiti nella storia. Ce lo può confermare? 

Guarda, come sempre, intendo approfondire (quando è possibile) ogni studio o scoperta, con dati certi che si trovano in archivi, biblioteche, studi, saggi storici, bibliografie ecc., (vedi ad esempio la lettera di Agostino Landi sul fantasma della moglie Giulia). Sia i nomi Moruelo, Moruello e sia Soleste, Solestella, Sollostella, Soloste, Sourstele, Surestela vengono riportati sui Regesti del Fondo Landi da Vignodelli Rubrichi. Mentre per questo autore una Soleste e una Soloste, avevano nobili origini, non sembra così per Moruelo e Moruello e non mi sembra che vi siano contatti tra questi nomi; ma gli autori delle precedenti ricerche probabilmente hanno atti o testimonianze che io non ho.



Chi, a suo giudizio, potrebbe "aggirarsi" fra le mura della Fortezza?

Sempre citando i preziosi studi di Vignodelli Rubrichi egli, nel testo:

Archivio Doria Landi Pamphilj – Fondo Landi – Carteggio – Deputazione Storia P.P. così riporta: 

150. (Scaff. 78, b. 12)......................................................anno 1570, processo contro Claudio II Landi di Bardi per l'uccisione involontaria avvenuta nell'armeria del castello di Bardi di GUGLIELMO LORETTI”………., 

e qui dobbiamo chiarire alcune cose.

Il 10 settembre 1547 i nobili piacentini organizzarono l’omicidio del primo Duca di Parma e Piacenza Pier Luigi Farnese per ribellarsi dal potere accentratore del nuovo signore che aveva imposto ai feudatari molti limiti al loro grande potere. Uno dei capi della congiura fu Agostino Landi, padre di Claudio. Pochi anni dopo l’Imperatore Carlo V “premia” Agostino di tanta fedeltà alla causa nominandolo Principe. Ma i Farnese coltivarono la vendetta contro i Landi. Nell’anno 1555 a Milano Agostino morì avvelenato. La vendetta di Ottavio Farnese, dopo aver colpito altri sicari, era in parte compiuta. Ma anche nei decenni successivi spie e sicari dei Farnese tolsero il sonno ai nobili Landi. Il principe Claudio ne era consapevole e sempre in grande apprensione. 

Chi era Guglielmo Loretti? Una vittima innocente di un fatale destino o un sicario scoperto dal Landi? Egli comunque morì di morte violenta e, a mio avviso, chi muore nel profondo dolore può lasciare qualche segno nei luoghi dove si è svolto il dramma.



Fra i numerosi misteri riguardanti la Fortezza quali, a suo avviso, i più interessanti? E quelli inediti?

In un luogo simile i “misteri” racchiusi saranno sicuramente tantissimi; quello di Guglielmo Loretti lo abbiamo già citato;
Ricordo vagamente che qualcuno mi parlava di urgenti lavori di consolidamento e restauro negli anni 50/60 del secolo scorso curati dal Genio Civile. Durante i lavori fu portata alla luce la prima nicchia a destra entrando nella attuale prima sala delle torture e qui furono trovati i resti di uno scheletro murato all’interno. Di chi erano? 
Fra pochi mesi uscirà, grazie all’edizione del Centro Studi Val Ceno, una biografia molto interessante ed importante scritta dallo storico R. de Rosa sul Principe Federico Landi. L’autore, descrivendo drammaticamente, “gli anni della peste” così scrive:
“…………Forse per ingraziarsi l’alto prelato (Vescovo di Piacenza n.d.c.), dalla cui autorità comunque dipendeva il clero del suo stato, Federico Landi il 28 aprile 1631, (in questo periodo la epidemia di peste a Bardi e Stato Landi sta lentamente placandosi n.d.c.) derogando vistosamente a quello che era stato il suo comportamento sino a quel momento, su pressione dell’Inquisitore di Piacenza, accettò di consegnargli e far processare un eretico e presunto stregone compianese, Giovanni Mazzi, e tre presunte instrighe [streghe]….

Queste quattro vittime dell’Inquisizione e dei “Magister Inquisitionis” erano state forse accusate di essere “untori” e di aver sparso il morbo per le terre dello Stato Landi?
Tra le ipotesi non confermate da nessun atto scritto vi è anche quella che le tre “instrighe” e lo stregone, “agenti del demonio”, fossero arsi vivi, pochi mesi dopo, ai piedi della fortezza, mentre una incosciente folla in preda al terrore, plaude al massacro purificatore. 
Todo modo para buscar la voluntad divina!!!!
Sui muri di una cella, posta all’interno del mastio, vi sono ancora le scritte di un prigioniero. Sarebbe interessante approfondire l’argomento.




E quali i misteri più curiosi o interessanti che riguardano il territorio bardigiano? 

Vale la risposta che ho dato per la Fortezza. 
Sicuramente uno dei momenti più drammatici per la nostra comunità fu il citato dramma della peste (1630-1631) che solo a Bardi provocò la morte di circa 300 persone (moltissimi giovani e bambini).
La realtà del territorio bardigiano in quei tragici mesi fu veramente brutale e drammatica. Senza troppa immaginazione possiamo vedere le antiche strade del borgo percorse dai monatti che trascinano i cadaveri con lunghi uncini gettandoli su carrette cariche di corpi senza vita o ancora agonizzanti, le persone che si affacciano in cerca d’aiuto alle finestre di case con le porte inchiodate e segnate con la croce bianca. Altri morti e moribondi sdraiati per le vie, tetri falò delle masserizie dei contagiati, le strane figure dei medici protetti da lunghe maschere dal lungo becco riempito di profumi e la spietata caccia agli untori.
Dell’angoscia, della disperazione, dello straziante dolore di allora non sarà rimasto più nulla nel nostro antico borgo??

(Per chi volesse approfondire segnalo il testo: Conti G.-Ulino M. – Pestem procul pelle. La peste a Bardi negli anni 1630- 1631- Il Cammino – 2014).




Lei ha curato una nuova interessante pubblicazione sulle leggende bardigiane e valcenesi che dovrebbe uscire in estate: quali l'hanno maggiormente colpita?

Ritengo tutte le leggende interessanti, a mio avviso questi antichi racconti fanno parte del patrimonio culturale di tutti i popoli, appartenendo alla tradizione orale ed in esse si tende a mescolare il reale al meraviglioso; tale parola indica qualsiasi racconto che presenti elementi reali ma trasformati dalla fantasia, tramandati per celebrare fatti, personaggi, oppure per spiegare qualche caratteristica dell’ambiente naturale e per dare risposta a dei perché. Penso che esse non raccontino mai dei fatti puramente inventati ma contengano sempre una parte di verità che viene trasformata in fantasia perché gli uomini vogliono scoprire sempre la causa di certi fatti che non conoscono bene e pertanto cercano di spiegarli con l’immaginazione.




Molte di queste leggende hanno, fra i loro protagonisti, il diavolo. Come mai, a suo avviso, questo continuo ricorrere del demonio?

L’odio, l’amore, il bene ed il male si rincorrono e si “sfidano” da quando è nato l’essere umano. I fatti definiti un tempo “inspiegabili” che accadevano spesso erano visti dall’uomo come un segno di esseri sopprannaturali maligni come i folletti o il demonio in persona, quest’ultimo però sempre vinto da angeli, santi o il Signore stesso. 

Lei è mai stato testimone di fatti anomali o inspiegabili nella Fortezza?

Un signore (che da giovane giudicavo un po ….”strano” e non sempre lo ascoltavo ne avevo il tempo e la voglia di farlo), quando veniva regolarmente in visita al castello mi diceva che bisogna saper ascoltare il vento. Egli era di origini bardigiane, ma per motivi di lavoro, per esperienze negative ed altre scelte di vita si era allontanato dal paese nativo senza però riuscire a staccarsi dalle sue radici. Pensando a quell’uomo che un tempo mi sembrava molto strano, oggi mi appare come una persona profondamente sola, triste.

Ricordo che mi ripeteva sempre: 

“La vita e la storia dell’uomo sono un lungo, profondo fiume di dolore.
Ascolta l’urlo del vento impetuoso del nord che trascina l’agonia dell’inverno; ascolta le grida disperate di esseri umani perduti, traditi, torturati, uccisi con violenza, grida trasportate dalle gelide folate.
Ascolta i pianti sussurati dal vento marino per i troppi amori perduti, le tristi lacrime portate dalla pioggia.
Chiudi gli occhi, le antiche mura ti narreranno storie sconosciute.
Gli “spettri” non si manifestano agli essere viventi per spaventarli, terrorizzarli.
Gli “spettri” sono anime perdute, vogliono trasmettere la loro disperazione, condividerla.
Chiudi gli occhi e, nel silenzio della notte, le antiche mura parleranno………al tuo cuore.”


Emilia Misteriosa ringrazia, per la disponibilità, l’amicizia e la sensibilità dimostrata, Giuseppe Beppe Conti. Con l’auspicio di “incontrarlo” tra pochi mesi con la nuova ed interessante pubblicazione dedicata alle leggende bardigiane e valcenesi.


Le foto sono di proprietà dell'autore e dell'associazione Emilia Misteriosa. Per un loro utilizzo è necessario citare la fonte.

26 giugno 2014

Intervista sul Paranormale - La Battaglia

di Simona Gonzi





INTERVISTA SUL PARANORMALE

Luigi ha passato da tempo la sessantina ma ha ancora un’energia e una vitalità da far invidia a un quarantenne. Capelli tagliati a spazzola, ha mantenuto il fisico asciutto e robusto di quando lavorava a Cinecittà.
Oggi non recita più, la vita gli ha assegnato una parte che non si è scelto ma a cui non si è sottratto...

LA BATTAGLIA

Luigi è un uomo gentile, dallo sguardo attento e penetrante. Lo puoi conoscere solo col passaparola, è un sensitivo che non si fa pubblicità e non chiede soldi. Il male colpisce più di quanto venga ammesso e raccontato: in molti cercano Luigi, dopo aver saputo di lui. Persone normali alle quali, a un certo punto, succede qualcosa di inspiegabile che stravolge la loro vita:
<Il male e il bene vanno di pari passo, il male grida di più ma il bene è al suo fianco...>, ci dice Luigi, che da molto tempo ha ricevuto la “licenza” per combattere questa battaglia. Proprio come gli disse un prete quando, venuto a conoscenza della sua storia, gli chiese cosa avrebbe voluto fare nella vita: Luigi avrebbe voluto fare il pediatra, il medico dei bambini, ma venendo da una famiglia povera non poteva permettersi gli studi.
Don Amos gli rispose <Non ti preoccupare, la licenza te l’hanno data dall’alto.> Era uno che la sapeva lunga, il vecchio don Amos: dietro le rughe del suo viso mite da parroco di campagna nascondeva la determinazione di chi il male era abituato a combatterlo, nel nome del Signore. Luigi a sua volta combatte le proprie battaglie, per chi lo cerca ma spesso anche per chi ancora non sa, per chi è in pericolo, per chi ha bisogno di un aiuto o per chi non c’è più ma ha ancora bisogno di una mano. Persone colpite da fatture, malocchi, pratiche nere, oppure persone in pericolo di vita alle quali Luigi arriva grazie all’esperienza dei viaggi astrali. Amici, conoscenti ma non solo, qualcuno arriva anche da lontano dopo aver appreso delle incredibili capacità di quest’uomo che vive solitario in un angolo poco conosciuto della campagna piacentina, stradine secondarie e campi coltivati, una manciata di case sparpagliate in una pianura dominata da un antico castelo abbandonato. Luigi accoglie tutti nella sua casa, ma prima di aiutarli parla con loro, “sente” cosa c’è nel loro cuore, e se qualcuno sta barando gli viene chiesto gentilmente di andarsene. Gli altri vengono ascoltati, liberati dal loro problema:
<Ma non sempre è facile. Il male è molto potente, a volte.>


Luigi, come hai cominciato a entrare in contatto con il mondo dell’invisibile?

<Da bambino vedevo un’entità che sembrava un bambino e io ci parlavo, pensando che anche gli altri ce l’avessero vicino… ma mi sbagliavo e per questo a scuola mi picchiavano. Sempre durante l’infanzia c’è stato un periodo in cui stavo malissimo: mia madre non riusciva a capirne la causa, così mi portò a Piacenza, da uno che toglieva le fatture. Mi fece stendere, mi avvolse in un telo bianco e, con l’immagine di Sant’Espedito di fianco, iniziò a recitare il Rosario, e poi queste parole, che non scorderò mai: “Devi rientrare nel ventre di tua madre”. In pratica stavo morendo per una fattura e lui mi ha salvato la vita, smisi di parlare per un anno dopo questa terribile esperienza. Gli anni seguenti furono molto irrequieti per me, diventavo sempre più solitario e volevo andarmene da queste campagne, tutto mi andava stretto. Fui affascinato dal mondo del cinema e per questo mi trasferii a Roma, dove conobbi molti personaggi famosi dell’epoca, mantenendomi con qualche particina o servizio fotografico. Ma c’era qualcosa che non andava in quel mondo, lo percepivo, e la sensazione è diventata certezza quando davanti a un crocefisso, in una chiesa di Roma, ho visto un mare di sangue. Era come se Cristo mi stesse dicendo: “Guarda quanto male mi hai fatto”. Chiusi definitivamente con il mondo del cinema, mi trasferii a Sanremo e lì imparai a leggere le carte.>

Poi aggiunge, con un sorriso sornione:

<Ma mi raccomando, non devi credere alle carte. Io le faccio, ma sono solo carte... tarocchi. Non bisogna lasciarsi condizionare.>
Parole che sembrano una contraddizione, ma che nascondono il vero messaggio: <Per prima cosa bisogna credere in Dio... pregare. E’ soprattutto grazie a questo che il nostro destino può cambiare in meglio... che il male può essere sconfitto. Ogni mattino, quando si posano i piedi dal letto, bisogna pronunciare questa frase, che crea come uno scudo dal maligno: “Provvidenza divina, provvedi”.>
Luigi è un caleidoscopio di molte capacità, filtrate da un legame speciale con la madre, che quando lui era piccolo, prima di andare a lavorare nella stalla, “interrogava il fuoco” per sapere che giornata sarebbe stata: se il fumo andava su dritto sarebbe stata buona, se andava a destra brutta:
<Ho visto fare questa cosa a mia madre mille volte e il fumo difficilmente sbagliava pronostico. Tre giorni prima di morire mia madre e io facemmo lo stesso identico sogno, in cui si annunciava quello che sarebbe successo… il giorno stesso della sua morte, mia madre si preparò come se dovesse partire… si fece il bagno, si cambiò e quando mi vide uscire da casa mi salutò promettendomi di venirmi a trovare…e lo ha fatto tante volte, suonando dei campanelli…>

Luigi, quindi esiste l’aldilà?

Esiste sì e non dobbiamo aver paura della vita oltre la morte. Io ho visto, grazie a mia madre che mi ha portato di là una notte: è un mondo di luce, bianca, bellissima, e io ero come una piuma, una sensazione magnifica. Ho visto le persone che conoscevo e che non sono più con noi, erano come quando ci hanno lasciato. Ho chiesto a mia madre se si soffre nel passaggio lei mi ha spiegato di no perché pochi secondi prima che il cuore si fermi lo spirito si stacca dal corpo e fluttua verso il mondo di luce.

Perché le persone ti cercano?

Mi cercano perché non stanno bene, non sono in armonia con se stesse, hanno atteggiamenti in cui non si riconoscono, hanno rabbia incontrollabile, disturbi al sonno. Io le faccio venire a casa mia e come entrano inizio a percepire le prime cose: per esempio, quando sono colpite da una fattura hanno occhi incantati, sguardi assenti… mi faccio spiegare da loro perché hanno sentito la necessità di contattarmi e poi inizio il percorso. Poco tempo fa è arrivato qui un signore che diceva di non riconoscersi più: aveva degl’occhi impressionanti, sbarrati, fissi, quasi se il suo sguardo fosse rivolto al maligno. Dopo aver parlato con lui ho avuto per ore un mal di testa insopportabile, avevo assorbito tutta la sua negatività, e lui più passava il tempo più si rilassava al punto quasi di addormentarsi. Come se il macigno che comprimeva il suo spirito si fosse pian piano alleggerito. Poi mi sono fatto portare i cuscini del letto dove dormiva abitualmente, aprendoli ho trovato la lana attorcigliato a serpente, segno inconfutabile che qualcosa di molto potente lo aveva colpito per fargli male…molto male. E di male effettivamente gliene aveva già fatto: quest’uomo non riusciva più ad avere rapporti sereni con nessuno, era diventato altro da sé. Era in balia di qualcosa di molto potente: gli ho chiesto, come sempre, di cercare il contatto con la fede… pregare e aver fede è comunque uno schermo. A volte servo la Santa Messa come se fossi un chierichetto. I sacerdoti sanno quanto credo in Dio.

Quindi l’esercizio del male ha una propria sintamotologia… ma fino a che punto può arrivare?

Ci sono persone che possono volere addirittura la morte di qualcun altro, e purtroppo queste cose esistono davvero. Combattere questa battaglia è faticoso, impegnativo... insomma non è uno scherzo e bisogna essere pronti. Mi è capitato anche di essere a tu per tu con il demonio, un’esperienza terribile, e in questi casi comunque è indispensabile l’intervento di un esorcista. Ricordo una donna toscana qualche anno fa che non sapeva più come fare e a chi rivolgersi per eliminare quel terribile malessere che aveva dentro di sé. L’ho accompagnata da un prete qui della zona, e durante l’esorcismo ho visto cose terrificanti: gridava, si contorceva come un serpente e aveva una forza sovraumana… non voleva entrare in chiesa, non voleva guardare l’immagine di San Michele mentre il prete recitava la preghiera di liberazione… una vera guerra, ricordo la fatica per tenerla ferma, poi finalmente la pace. Il demonio, ogni tanto, viene a farmi visita di notte, come per ricordarmi che lui esiste e che si ricorda di me. Una notte ha cercato di strangolarmi... ma non ci è riuscito. Si vince sempre, se si ha fede.

La storia di Luigi fa riflettere su molte cose. Una su tutte: il male. Un male voluto, esercitato, un male che può nascere anche dall’invidia che intossica molti rapporti tra le persone. La pratica del male è esercitata con dei veri e propri rituali che sopravvivono ancora in quest’epoca moderna, più di quanti si sospetti. E dall’altra parte, contrapposto, il bene con le sue armi e i suoi eserciti fatti di religiosi e di persone come Luigi. Terminata l’intervista, mi accompagna alla macchina e indica il castello abbandonato che domina lo sfondo. Lui lo guarda assorto:

A che stai pensando, Luigi?

<C’è un’entità, là dentro... credo la vecchia proprietaria, che non riesce a staccarsi dal posto. Un giorno ero lì accanto e ho sentito chiaramente una sensazione di gelo e di qualcosa che mi schiacciava il torace, quasi impedendomi di respirare. Avere certe capacità significa anche questo.
E da giovane “vidi” in anticipo l’inaspettata morte di mio fratello. A volte il mio dono diventa un peso. Ma Dio mi aiuta a sopportarlo.>


Benedizione e maledizione. Bene e male. Una battaglia antica come il mondo. 


L’articolo di Simona Gonzi è stato pubblicato sul numero 17 di Giugno 2014 della rivista “Mistero”. Protetto da Copyright, viene pubblicato su questo sito per gentile concessione della redazione di “Mistero”, e degli amici Simona Gonzi e Ade Capone.

23 aprile 2014

Intervista ad Ade Capone

di Paolo Panni




Emilia Misteriosa ha oggi il privilegio di pubblicare, di seguito, questa intervista ad Ade Capone, autore del programma fenomeno di Italia 1 “Mistero”, oltre che di diversi volumi.

Ade, nella tua lunga attività ti sei occupato di alieni come di paranormale, di misteri italiani e internazionali. Quale, in assoluto, l’esperienza che ti ha affascinato e coinvolto di più?

Più di una... difficile scegliere... ma diciamo che toccare con mano i misteri di Altare, in Val Bormida, è stato davvero emozionante. C’era questo poverissimo sacerdote che di colpo si mette a costruire edifici splendidi, come se avesse trovato un misterioso tesoro legato ai templari...

Perché ti sei avvicinato al mondo del mistero?

Ne ero affascinato fin da bambino, quando divoravo i libri di Peter Kolosimo. Alla fine, è un tentativo di spiegare la realtà manifesta cercando le risposte in quella nascosta. Il senso dell’esistenza. C’è troppo che ancora non sappiamo. E non credo proprio che siano le religioni (che sono sempre un fatto “locale” legato a un certo periodo storico) a poterci dare la chiave.

“Mistero” è diventato ben presto il programma fenomeno di Italia1. Come ti è nata l’idea? Ti aspettavi un simile successo? Dove può arrivare il programma?

L’idea è stata del produttore, Claudio Cavalli. Claudio mi ha coinvolto fin dall’inizio, sapeva della mia passione per il mistero. Idem il direttore di rete, Luca Tiraboschi. Sai, quando si vara un nuovo programma è meglio non aspettarsi nulla, per non andare incontro a delusioni. E’ come con le donne :)

Quando si parla di alieni e di fantasmi, la domanda più ricorrente e scontata, da parte della gente, riguarda la loro esistenza. Qual è il tuo personale parere a riguardo?

Le prove fotografiche e video sono troppe perché si possa ancora negare la loro esistenza. Quindi, ESISTONO, sì. Ma COSA sono esattamente? La domanda da cento milioni è questa. In generale, le possiamo definire ENTITA’. Qualcosa che appunto E', esiste. Ma sono diverse manifestazioni di uno stesso fenomeno oppure di fenomeni diversi? Bella domanda anche questa...

Cosa pensi che ci attenda, dopo la vita?

Di certo non Paradiso o Inferno... e tantomeno Purgatorio o Limbo, che sono invenzioni dei teologi medioevali per arricchire la Chiesa dell’epoca.
Credo che la nostra anima -sì, l’anima esiste, ed è un campo di energia, l'hanno fotografato- andrà in un’altra dimensione, nel senso scientifico del termine. Una dimensione che ora come ora non riusciamo a sondare come vorremmo.

Specialmente negli ultimi anni ha preso piede, in modo dilagante, il fenomeno del “ghost hunting”. Non si contano ormai i gruppi che, in tutta Italia, svolgono indagini di carattere paranormale e sempre più persone ne sono coinvolte. Come spieghi questo fenomeno?

Be’, la tecnologia rende ormai alla portata di tutti le indagini di questo tipo. E chi è appassionato di mistero cerca appunto di sondare in questo modo la realtà invisibile. Spesso cerca anche di andare in televisione, in questo modo, ma lo posso capire... tutti agognano ai loro 15 minuti di notorietà.

Il nome del nostro portale è molto chiaro, la nostra attività si concentra soprattutto sull’area emiliana, dove i misteri certamente non mancano. Qual è a tuo avviso il più grande e affascinante mistero dell’Emilia?

Quello del manoscritto perduto della Divina Commedia. Io credo sia proprio in Emilia, tra Salsomaggiore e Ravenna. Ma dove di preciso... chissà!

Se ti chiedessi di scegliere un mistero per Piacenza, uno per Parma e uno per Reggio Emilia, quali indicheresti?

Per Piacenza quello dell’uomo falena in Val Trebbia. Per Parma quello legato appunto al manoscritto della Commedia. Per Reggio Emilia non saprei... è una zona che non conosco.

Fra Piacenza e Parma, in questi ultimi mesi, si è molto parlato dell’avvistamento di misteriose sfere di luce notturne. Anche in mass media locali, specie quelli piacentini, hanno trattato la cosa. Come spieghi questi fatti?

Ci sono zone in cui queste sfere appaiono più spesso. Il Ducato PC/PR è una di quelle. Forse agli alieni piace il culatello... tu che sei di Zibello ne sai qualcosa... ;)

Di recente “Mistero”, “Mistero Magazine” e anche altre trasmissioni e organi di stampa si sono occupati degli accadimenti di San Bonico dove il veggente Celeste asserisce di vedere, ogni giovedì, la Madonna. L’argomento sta suscitando molto interesse, non a caso anche sul nostro blog, i servizi dedicati a San Bonico risultano essere i più letti. Tu sei stato sul posto e hai conosciuto Celeste. Che opinione ti sei fatto?

Celeste è una persona “vera”. Non aggiungo altro. Giusto che ciascuno ci vada e si faccia un’idea di persona. Di certo, il servizio di Mistero che ne ha parlato è stato uno di quelli di maggior successo dell’ultima stagione.
Idem per l'articolo sul magazine.

Il tuo obiettivo e il tuo sogno più grande?

Obiettivo? Non lo stabilisco mai a priori, mi piace lasciarmi sorprendere da cose che nascono inaspettate. Sogni? Li tengo sempre top secret.
E comunque mi sento come uno a cui la vita ha già dato tanto, fin troppo. Ecco, l’obiettivo potrebbe essere ridare un po’ di questo a chi ha meno.
C’è tanta gente in giro che ha bisogno di aiuto. E anche se non credo in Dio, amo il Vangelo e le parole di Cristo. Che la Chiesa da secoli manipola a suo piacere per fini di potere, purtroppo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Finire il romanzo che sto scrivendo da un paio di anni. E anche l’ultimissima storia di Lazarus Ledd. E anche una nuova storia di Zagor che devo iniziare. E portare in edicola la ristampa di Erinni. I prossimi mesi per me saranno di carta stampata.
Poi, in autunno, di nuovo TV. A fare sempre la stessa cosa mi annoio.

BIOGRAFIA DI ADE CAPONE

Sceneggiatore nato a Piacenza nel 1958, salsese “d’adozione”, Dopo aver prodotto, come sceneggiatore di fumetti, numerose pubblicazioni anche per il mercato estero, negli ultimi anni Ade Capone si è dedicato soprattutto all'attività di autore televisivo, lavorando a programmi Mediaset come Mistero, Il Bivio, Buddy, Quello che le donne non dicono, Real C.S.I e gli Invincibili. Ha esordito anche come sceneggiatore cinematografico in un progetto attualmente in fase di preproduzione.
Mentre frequenta l'Università presso la Facoltà di Geologia, si dedica alla sceneggiatura di fumetti, pubblicando nel marzo 1980 la sua prima storia suAlbo Blitz [1]. Scrive numerose storie brevi per Boy Music [2] , L'Intrepido[1] e Skorpio[3] Successivamente si trasferisce alla Sergio Bonelli Editore, realizzando una storia di Mister No, una di Martin Mystère e alcune storie di Zagor, testata con cui tuttora collabora.
Passa quindi alla Star Comics, per la quale crea il suo personaggio di maggior successo: Lazarus Ledd, il fumetto più longevo nella storia dei bonellidi, del quale scrive le storie, e ne cura l'editing. Lazarus venne pubblicato sia in Brasile che nei Paesi della ex-Yugoslavia.
Per la stessa casa editrice si occupa di traduzione ed editing di fumetti americani (Bravura, Star Fantasy) e ricopre l'incarico di direttore editoriale del settore italiano. Sotto la sua supervisione, la Star Comics pubblica Hammer [4], Samuel Sand [5], Goccianera [6]
Nel febbraio del 1994, in occasione della mostra fumettistica Torino Comics, presenta la Liberty, casa editrice indipendente per la quale produce e scrive miniserie di successo come Erinni, Kor One e Il potere e la gloria disegnato da Stefano Raffaele. Ancora oggi Erinni [7] detiene il record di vendite nel circuito delle fumetterie.
Nel 1995 vince il premio Fumo di China come miglior sceneggiatore.
Nel 1998 vince il premio Fumo di China come miglior editore indipendente, grazie a Erinni.
Ha vinto inoltre il Premio A.N.A.F.I. come talent scout. Tantissimi, infatti, i disegnatori da lui lanciati e poi diventati autori affermati, tra i quali Giulio De Vita, Stefano Raffaele, Alessandro Bocci, Arturo Lozzi, Armando Rossi, Michele Cropera, Fabio Bartolini, Sergio Gerasi, per citarne solo alcuni.
È targata Liberty anche la sua collaborazione con il famoso autore croato Danijel Zezelj, insieme a cui realizza due storie divenute ormai albi "di culto": Pagliacci e Nei tuoi occhi.
Sempre Liberty, inoltre, ha dato alle stampe il volume "gli anni d'oro", scritto in collaborazione con Max Pezzali e basato sulle canzoni degli 883 [8].
Nel 1997 realizza due storie di Conan il barbaro per la Marvel Europe, che le pubblica in Italia, Francia, Spagna e Germania.
Nel 1998-1999 realizza per la Star Comics, insieme a Leo Ortolani la miniserie di fantascienza Morgan: La Sacra Ruota.
Nel 2005 vengono pubblicate, negli Stati Uniti, le sue storie The Power and the Glory [9], e Connect [10]
Nel 2006, dopo il passaggio della pubblicazione a cadenza bimestrale, a causa di altri impegni, annuncia per fine anno la chiusura della serie regolare di Lazarus Ledd, anche se prosegue per alcuni numeri, nella collana Lazarus Ledd Extra, albi semestrali di 128 pagine.
La sua più recente creazione è Trigger, una miniserie bimestrale targata Star Comics, il cui primo numero ha riscosso un enorme successo a Lucca Comics 2008.
Notevole è l' albo digitale coprodotto da Ubisoft, contenente una storia crossover tra Lazarus Ledd e Sam Fisher, protagonista del famoso videogame Tom Clancy's Splinter Cell. La storia è stata premiata da Ubisoft France come miglior iniziativa promozionale europea.
Ha collaborato con diversi scrittori, tra cui Valerio Evangelisti e Andrea G. Pinketts.
Nel 2011 pubblica Contatto, un libro sui rapimenti alieni, libro tra i più venduti del settore durante l'autunno 2011. Nel 2012 scrive il libro Indagini dall'al di là sul tema dell'esistenza della vita dopo la morte. Nel gennaio 2013 è uscito un volume del fumetto Maxi Zagor dal titolo I sabotatori.

Nel novembre 2013 pubblica il libro Adam Kadmon, dedicato al personaggio che compare nella trasmissione televisiva Mistero, del quale è uno degli autori.