19 marzo 2014

STRANEZZE NORMALI DI UNA NATURA CHE NON CI APPARTIENE PIU' PERCHE' NON RIUSCIAMO A CAPIRLA


di Germano Meletti






Il pianeta Terra, da sempre nostra abitazione in comunità con tantissime altre speci animali, a cui apparteniamo, e vegetali, unici due tipi di vita presenti. Gli animali ci lanciano segnali che quasi mai riusciamo a cogliere, "prevedono" terremoti o forti temporali ed anche altri piccoli segni che comprendiamo solo dopo e confrontando con le abitudini comportamenti apparentemente inspiegabili.
Forse anche l'uomo aveva le stesse percezioni, perdute con il tempo, non sfruttandole più. Un esempio che rende l'idea è il seguente: qualche decennio fa tutti facevamo i conti con la penna, dalle operazioni più semplici a quelle più complesse o addirittura a mente. Con l'avvento delle calcolatrici elettroniche tascabili, o quelle più consistenti da scrivania, la nostra capacità di fare i conti a mente o con la penna è così andata a farsi friggere ed anche il 2+2 che è uguale a 4 ce lo dobbiamo far dire da quelle scatoline, dapprima esclusivamente adibite all'uopo e poi inserite in telefonini che ormai interpelliamo per qualunque cosa, anche le più semplici.
Parlando dell'intenzione di scrivere questo pezzo all'amico Paolo Panni, amante della sua "Bassa" e sopratutto del Po, di cui ne è profondo conoscitore come tutte le persone che vivono nei suoi paraggi, mi ha fatto un esempio, dicendomi: "Se tu guardi attentamente le lumache che vivono nei boschi vicino al Po, ogni qualvolta sta per arrivare una piena, esse si ritirano salendo lungo i tronchi degli alberi e saliranno quel tanto che basta per sovrastare la massima ondata di piena di una cinquantina di centimetri, che arriverà solo alcune ore dopo aver concluso la loro scalata".
Adesso vi voglio parlare del mio cane, si chiama Birillo, a chi mi chiede il suo nome rispondo scherzosamente Meletti Birillo. Egli mi accompagna sempre, siamo ormai in simbiosi, mi piace anche raccontare che si tratta di un trovatello, probabilmente "lanciato" al di là della siepe che delimita l'autostrada in prossimità di Castione Marchesi, come un oggetto divenuto ingombrante dopo essere stato usato come un giocattolo, mi accompagna ovunque da quattro anni; quando lo raccolsi aveva poco più di un anno. Qualcuno mi ha detto trattarsi di un Biscon Frisè, razza della quale mai avevo sentito parlare prima. Naturalmente non era provvisto di microchip, quindi era evidente l'intenzione di disfarsene. Questo cane mi sta dando soddisfazioni incredibili, è di grandissima compagnia e mi accompagna ovunque, anche al supermercato, come potete vedere da una delle due foto e non disturba assolutamente.
Birillo, o se preferite Meletti Birillo, ha avuto due comportamenti impensabili per un uomo. Ieri pomeriggio mi sono recato a Busseto, da mia suocera, per qualche tempo avrà bisogno di qualcuno che le stia vicino per il decorso di una normale malattia per la quale è stata ricoverata in ospedale una quindicina di giorni fa, per questa assistenza ho lasciato là mio figlio Lorenzo. Al momento del congedo da mia suocera e mio figlio ho chiamato il cane, mi segue sempre, mai non ha risposto alla mia chiamata. Ieri non c'è stato di verso: ha voluto stranamente rimanere là. Intorno alle 18 mia suocera si è sentita male conseguentemente a difficoltà respiratorie e cardiache, la cosa era seria, tanto che si è dovuta chiamare l'ambulanza per il ricovero in ospedale. Birillo aveva percepito il precario stato di salute di mia suocera con quattro o cinque ore di anticipo volendole così stare vicino.
Due anni fa, era la notte del 20 giugno 2012, stavo portando a letto mio papà, aveva da qualche mese forti disturbi cognitivi e difficoltà di equilibrio, portai a termine l'operazione che affrontavamo ogni sera. Ad operazione ultimata esco dalla camera, Birillo salta sul letto e non ne vuole sapere di seguirmi, neppure dopo le mie insistenze, cerco di prenderlo affettuosamente in braccio per portarlo fuori, lui addirittura mi ringhia, seppur senza ulteriori strascichi, cosa mai successa prima; non senza fatica riesco comunque a farlo uscire. La mattina seguente, dopo una notte piuttosto agitata da parte di mio papà, ci rendiamo conto che era spirato nel sonno da pochi minuti: Birillo ce lo aveva predetto, ma noi non abbiamo saputo capirlo.
Quante volte abbiamo sentito dire che le mucche sentono con largo anticipo scosse di terremoto e manifestano questa percezione con forti e lunghi muggiti di massa.
Parliamo di viaggi interplanetari per conoscere i pianeti a noi più vicini, fantasticando anche su visite esplorative a stelle distanti anni luce, ma non sarebbe più opportuno conoscere a fondo la natura che ci circonda cogliendone i segnali premonitori? Faremmo qualche esplorazione spaziale in meno, ma forse salveremmo qualche vita in più, e non sarebbe poco.

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