8 giugno 2016

I MISTERI DI CORTICELLE E CONTIGNACO


Di Roberto Mancuso



Attualmente in edicola e’ ancora reperibile l’ultimo numero della rivista Cara Val Stirone (il numero 21, di giugno-novembre 2016),nella quale e’ pubblicata una ricerca sul castello di Corticelle, che sorgeva nell'attuale frazione di San Vittore di Salsomaggiore . Ringraziando nuovamente la redazione della rivista per l’interesse dimostrato, vorrei invitare i lettori di “Emilia Misteriosa” a recuperare l’articolo, per averne informazioni le più possibili complete, perché ora, in questo sito, proveremo a raccontare alcuni aspetti misteriosi dell’intera vicenda.



Le fonti storiche testimoniano che nel XIII° secolo le truppe parmigiane distrussero un grande numero di castelli appartenenti a Uberto Pallavicino vicario dell’imperatore Federico II°. Pochi giorni prima di assalire S. Vittore i parmigiani assediarono la rocca di Santa Margherita. Quando gli assediati si arresero, convinti di aver salva la vita,furono invece massacrati . Molti furono decapitati e i comandanti torturati e impiccati. I corpi lasciati appesi alle mura del castello come monito. La notizia arrivò velocemente a S. Vittore e i difensori di Corticelle, temendo di fare la stessa fine dei loro alleati, si prepararono alla resa. Pare, ma è solo ipotesi di alcuni, che prima dell’arrivo dei nemici, riuscirono a nascondere parte consistente dei beni contenuti nel castello,seppellendola nei dintorni. Poi si prepararono ad arrendersi. Non ci sono certezze sulla fine che fecero gli occupanti, sicuramente il castello fu raso al suolo, forse anche per rappresaglia, dai soldati che speravano di far maggior bottino. Se questa ipotesi fosse confermata, in quelle colline è ancora nascosto un tesoretto.



Fonti storiche certe testimoniano invece di un sicuro tesoro culturale e religioso che caratterizzava quei colli . Al V° secolo e’ attestata la presenza di una comunità cristiana presente nella vicinissima Fornacchia , devoti proprio a San Vittore. Questa presenza riportata dall’enciclopedia diocesana fidentina non è cosa da poco. Solo da pochi decenni i cristiani potevano praticare liberamente il loro credo,ma non certo facilmente, perché quelli furono anche gli anni delle invasioni barbariche da cui le terre salsesi non furono immuni. Forse è interessante notare che archeologi, storici e religiosi collegano il culto di S. Vittore al vescovo di Milano Sant’Ambrogio. Fu Ambrogio ad introdurre il culto del santo (un centurione mauritano)nel cristianesimo meno di un secolo prima . Come c’eran finiti dei cristiani devoti a S. Vittore tra quei boschi impervi, già nel V° secolo ? Fuggivano forse da Milano? E che fine fecero nei secoli seguenti?Questa domanda, apparentemente banale, meriterebbe forse un approfondimento. In quel piccolissimo fazzoletto di terra, caratterizzato da bellissime colline, partendo dal XI° secolo e arrivando al momento della capitolazione di Corticelle si nota una trasformazione del culto cattolico e l’ influenza culturale dell’abbazia di Bobbio ,fondata nel VII°secolo dal missionario irlandese Colombano.Una bolla di Papa Celestino III° rende infatti noto che nel 1196 esistevano su quei colli luoghi di culto dedicati a santi di origine cristiano-celtica. Esisteva una cappella dedicata alla santa irlandese Brigida e una chiesa ,all’interno del castello ,dedicata a San Gandolfo . Si tratta di due personaggi che affondano le radici nelle tradizioni celtiche e nei miti.Il loro culto e’ legato principalmente alle sorgenti ,i loro miracoli spesso risolvono problemi quotidiani .Un approccio religioso molto diverso dal culto verso i Santi Martiri come Vittore. Le vite di questi santi giunti dal nord sono ammantate di leggenda. Di S. Brigida si diceva fosse figlia di un druido e molti autori sostengono che Brigida sia la versione cristiana di “Dea Madre “della religione celtica.


E’ patrona delle fontane sacre,che rappresentano i pozzi sacri irlandesi, la cui tradizione risale anch’essa al culto celtico. Gandolfo invece era un marito cornuto e apparentemente cretino che comprò una fonte lontana chilometri dalla sua abitazione. Quando tornò a casa la moglie, che lo aveva per l’ennesima volta tradito con un chierico, saputo dell’acquisto lo trattò da citrullo, perché le fonti non si spostano! Gandolfo allora batté il bastone in terra e apparve la sorgente. Poi volle veder chiaro sui comportamenti della moglie e le chiese di immergere la mano nell’acqua fresca. L’acqua scorticò la mano della moglie fedigrafa sfilandole la pelle come fosse un guanto. E fu’ cosi che Gandolfo divenne protettore dei guantai!


Strana leggenda e strano santo, ma anche lui di origine celtica e anche lui legato al culto delle acque. Mentre si diffondevano santi celtici –cristiani importati dai monaci di Bobbio che cosa stavano facendo i primi cristiani della zona, quelli legati al culto tradizionale diffuso da Ambrogio? Il loro edificio di culto dedicato a Vittore era separato anche culturalmente da quelli dedicati ai nuovi arrivati? Oppure si erano integrati nel processo di trasformazione religioso importato dall’Irlanda? Difficilmente,se tradizionalisti, poterono contare sulla comprensione di Uberto, non solo perché questi era in guerra contro il Papa, ma anche perché le ricerche storiche tendenzialmente considerano Uberto un cataro! Certo non uno che avesse fatto voto di povertà o castità ma comunque un cataro, moderatamente cataro potremmo dire,ma comunque eretico ,non cattolico, assimilabile ai catari di Montségur ,che verranno perseguitati e massacrati dalle truppe pontificie. Eresie catare e culti religiosi celtici condivisero spesso gli stessi territori e uguali destini; in parte assimilati e trasformati in forme non nocive per il potere oppure perseguitati e sradicati.Forse su queste colline entrambe le tradizioni cercarono insieme ma inutilmente una terza via. Per finire aggiungerei un particolare;la bellissima pieve di S.Giovanni ,limitrofa a S.Vittore, fu edificata nel XI° secolo,ma non era dedicata originariamente al Battista,era dedicata a Santa Maria. Rimane a testimonianza la statua di una Madonna con Bambino ancora visibile sopra il portale d’ingresso della pieve(più precisamente appare come regina in trono con adolescente in tunica romana) Inoltre nella già citata bolla papale e in altri documenti vescovili la chiesa e’ definita “Sancta Mariae di Corticelle oppure Sancta Mariae di Contignago.Per il popolino era semplicemente Santa Maria della brugnola,antico nome del torrente limitrofo, ennesimo riferimento all’acqua. Soltanto nel XVI° secolo fu dedicata a S. Giovanni. Da un po’ di anni a questa parte numerosi autori(sia chiaro autori ,non storici accademici)vanno ripetendo che chiese,basiliche e edifici di culto dedicati in anni medioevali a Maria Madre di Dio, molto spesso nascondevano un culto segreto. Dietro il nome di Maria si celerebbe, per questi autori, la Maddalena o per meglio dire il femminino sacro. 


A voler esser ancora più semplici e diretti :la Dea Madre ! Precisamente quella dea che fu trasformata dai primi cristiani irlandesi in Santa Brigida e che era legata, come S.Gandolfo, al culto delle sorgenti. Culto forse inconsciamente ricordato anche dall’intitolazione popolare di un’antica pieve detta“della brugnola”?

Coincidenze suggestive e domande senza risposte, o forse risposte che indicano queste colline come scenario di un mistero intrigante e millenario

Come si chiama quel famoso druido cinematografico?...forse Gandalf?

.. e lo scrittore che ha diffuso una fantasiosa teoria? …Brown?

...e se c’avesse azzeccato almeno un pochino?

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